Il riconoscimento del diritto
Il ricorrente aveva prestato servizio come docente a tempo determinato negli anni scolastici 2019/20, 2020/21, 2021/22, 2022/23 e 2023/24. Il Tribunale, richiamando i principi della Corte di Giustizia UE e della Corte di Cassazione, riconosce che la Carta Docente rientra tra gli strumenti destinati alla formazione e all’aggiornamento professionale e che il beneficio non può essere escluso per il solo carattere temporaneo del rapporto di lavoro.
€ 500Valore nominale per annualità
4 anniAnnualità effettivamente riconosciute
€ 2.000Importo complessivo riconosciuto
Il punto particolarmente interessante: il Tribunale distingue l’annualità 2023/24, per la quale risulta un impegno settimanale di sole 8 ore e quindi inferiore al part-time previsto per il docente di ruolo. Per questa annualità la domanda non viene accolta; vengono invece riconosciuti € 500 per ciascuno degli altri quattro anni scolastici.
Come viene motivata la decisione
1. Parità di trattamentoIl beneficio economico è collegato alla formazione professionale del docente e non alla stabilità o meno del rapporto di lavoro.
2. Giurisprudenza europeaIl Tribunale richiama l’ordinanza della Corte di Giustizia UE del 18 maggio 2022 e i principi sul divieto di discriminazione dei lavoratori a termine.
3. Corte di CassazioneViene richiamata anche la successiva elaborazione della Suprema Corte sui requisiti per il riconoscimento della Carta ai docenti non di ruolo.
4. Quattro annualitàIl diritto viene riconosciuto per 2019/20, 2020/21, 2021/22 e 2022/23; non per il 2023/24, in ragione dell’impegno settimanale documentato di 8 ore.